Non è facile descrivere chi siamo, più che altro perché dopo più di settant’anni i ricordi cominciano a sbiadire.

Tutto è cominciato con una coppia di giovani sposi… Ma ora è presto per svelarti di chi si tratta!
Siamo nell’Altamura piccola, concentrata, quella che finisce poco oltre le mura del centro storico, per intenderci. La guerra era finita da poco e tutti si davano un gran da fare per riportare le cose com’erano, alla normalità.

Il sole splendeva più di quanto riesca a fare oggi, l’aria era molto più pulita, soffi di vento gonfiavano i vestiti delle donzelle che si recavano alle fontane dell’acquedotto pugliese più vicine, nate solo trent’anni prima, per fare la scorta dell’acqua.

I rumori intorno, in questa piccola cittadina, erano nient’altro che le voci dei pochi altamurani che chiacchieravano, lavoravano, o dei bambini che si divertivano a giocare a un gioco di cui non ricordo il nome, ma solo che bisognava posizionare dei sassi per terra e cercare di farli saltare schiaffeggiando quello che oggi è asfalto.

Ognuno aveva una storia da raccontare, ognuno aveva una vita diversa e ricca, tutta da vivere. Tutti vivevano con delle aspirazioni, ma nello stesso tempo si domandavano: “Cosa mi riserva il futuro degli anni ‘50 in arrivo?”, “Cosa farò da grande?”.

Anche Rosina, una ragazza giovane e bellissima, aveva le sue, ma doveva guadagnarsi da vivere in qualche modo.

Così, con l’aiuto di sua cognata Orsolina, preparava dolci di matrimonio: Orsolina era una suora “in casa” e stava insegnando a Rosina i segreti delle antiche ricette delle Clarisse, monache di clausura esperte pasticcere.

Con grande dedizione ed impegno Rosina desiderava sfruttare la sua innata passione per i dolci di mandorla, per donare piccoli momenti di felicità agli sposi dell’epoca.

Tutti noi facciamo delle rinunce di tanto in tanto. Rosina fece le sue: del resto, non aveva né modo né tempo di pensare al gioco, al divertimento o allo svago. I tempi erano difficili e dovette rinunciare a questo per contribuire con le sue forze al sostentamento della famiglia.

Ma lasciamo per un attimo Rosina e spostiamoci: stessi anni, stesso paesino di gente intraprendente, ma un altro luogo, questa volta una caffetteria. Ciccillo insegnava al titolare di questa caffetteria come preparare il gelato. Era l’unico a saperlo fare in paese e si dava un gran da fare tra le caffetterie dell’epoca, non solo nel preparare il gelato ma perché conosceva anche l’arte della tostatura del caffè, che all’epoca veniva importato fresco. Era orgoglioso del suo lavoro, si faceva in quattro, perché non voleva che prelibatezze come quelle rimanessero riservate solo a pochi fortunati.

Era un periodo difficile quello del dopoguerra, ma a Ciccillo e Rosina sembrava non importare; per loro contava solo preparare dolci, gelati e caffè per guadagnarsi da vivere con la loro maestria. Due anime gemelle unite dalla passione per la dolcezza.

Una passione forte che li fece incontrare, amare, e che i due provarono a trasmettere ai loro figli.

Ma, la vita è strana e la passione è un dono: solo uno dei loro figli, Peppino, venne travolto dal suo “fuoco”.

Peppino però non si fermò a quello che i suoi genitori gli avevano trasmesso, riuscì a capire le vere potenzialità di quell’arte e con caparbietà trasformò quella che era una semplice attività casalinga in una vera e propria arte professionale.

Un’arte che veniva apprezzata da sempre più persone, tanto che dopo le prime esperienze con una semplice pasticceria durante gli anni ’70, nel 1980 Peppino Fieschi, con coraggio e intraprendenza e soprattutto con l’aiuto di sua moglie Angela, una donna forte sempre al suo fianco, aprì la sua prima pasticceria con caffetteria e gelateria.

Ma il desiderio di guardare oltre c’è sempre stato e nel 1999, con l’aiuto dei loro figli, rinnovarono il locale ed iniziarono ad introdurre la ristorazione nell’offerta.

Un’attività speciale che è diventata un punto di riferimento per la comunità Altamurana. Un’attività che dura da ottant’anni e che oggi viene portata avanti con orgoglio dai figli di Peppino e Angela. Francesco, Rosa e Lucia che hanno deciso di non abbandonare l’arte dolciaria tramandata dai loro nonni, e l’hanno unita loro personale passione per la ristorazione di alto livello.

Oggi ci sono diverse ragioni per cui scegliere Famiglia Fieschi per il tuo momento di pausa:

  1. Da Fieschi, oltre a un’atmosfera di calma e pace, è presente esclusivamente ciò che loro stessi lavorano artigianalmente nel loro laboratorio, utilizzando materie prime di qualità eccellente.
  2. Solo aziende certificate che consentono la tracciabilità dei loro prodotti possono diventarne fornitori.
  3. La spiccata cura che dal lontano 1940 utilizzano nelle lavorazioni ha consentito di ottenere da Illy la certificazione di Artisti del Gusto: solo baristi speciali che sanno infondere passione, dedizione e competenza in un caffè d’arte possono ottenerla. Famiglia Fieschi è stata selezionata come unico referente Illy su Altamura.

La punta di diamante è il forte orientamento al cliente:

Cuciniamo come se lo stessimo facendo per i nostri figli

È questo è il motto adottato da tutto lo staff del gruppo.

La storia della Famiglia Fieschi è una storia fatta di passione per le cose buone e tradizione di 3 generazioni, trasmessa con un unico obiettivo: regalare a tutti coloro che apprezzano la bontà delle cose genuine, un momento di pausa speciale da trascorrere gustando prelibatezze e specialità che non è possibile trovare altrove.

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